varenne

Varenne

Varenne (Copparo, 19 Maggio 1995)

Il Capitano, l’Eroe dei due Mondi o più semplicemente Varenne, il cavallo italiano più forte di tutti i tempi. Stella in fronte, una piccola macchia Bianca sul dorso del naso, mantello baio. Nasce nell’allevamento “Zenzalino” di Alessandro Viani dallo stallone americano Waikiki Beach e dalla fattrice indigena Ialmaz.

Un nome altisonante, quello della strada di Parigi dove ha sede l’ambasciata italiana. All’inizio del 1996, il francese Jean Pierre Dubois acquista per 10 milioni di lire la metà del suo cartellino. Varenne si trasferisce in Normandia e trascorre un anno nell’allevamento Haras de la Brosse, a Nonant le Pin.

La prima apparizione in una gara ufficiale avviene a Bolgheri, in Toscana, durante la quale sbaglia l’allineamento alla partenza ma la sua corsa non passa inosservata. Poi, l’imprevisto: un distacco cartilagineo al nodello posteriore destro. L’entusiasmo si raffredda, le speranze sembrano svanire.

C’è però qualcuno che continua a credere nel giovane Varenne.

E’ Enzo Giordano, cambiavalute napoletano e grande appassionato di cavalli. Il giovane baio, a suo giudizio, ha un cuore, una forza e una resistenza fuori dalla norma. Grazie all’impegno dell’allenatore Jori Turja e del driver Giampaolo Minnucci, Giordano si assicura Varenne (staccando un assegno di 150 milioni di lire) e lo affida alle sapienti mani del veterinario Pio Iannarelli. Mai fiducia si rivelerà meglio riposta, perché di lì a poco questo cavallo lascerà il mondo a bocca aperta. Vittorie schiaccianti, record inceneriti, prestazioni da standing ovation.

A quattro anni è già nella storia: 14 trionfi consecutivi (tra cui il prestigiosissimo Gran Premio delle Nazioni a Milano, ai danni della quotatissima Moni Maker). Varenne è già un fenomeno mediatico, un personaggio da prima pagina, una storia da raccontare. Qualcuno è pronto a giurare di averlo visto preparare “insalate” di vari tipi di biada e, solo dopo, aver cominciato a mangiare.

La storia è già leggenda. Nel maggio del 2000, la Snai compra metà della proprietà di Varenne versando al lungimirante Giordano, la stratosferica cifra, non solo per l’epoca, di sette miliardi di lire. Nel 2001, il Capitano diventa il primo cavallo nella storia a vincere nello stesso anno il Grand Prix d’Amerique (l’ultimo successo italiano risaliva al 1947), il Gran Premio della Lotteria di Agnano (che mancava da 26 anni), l’Elitlopp (in Svezia) e il Breeders Crown (la corsa americana da un milione di dollari che nessun cavallo europeo aveva mai vinto prima e che gli è valsa il soprannome di “Eroe dei Due Mondi“).

Nel 2002, Varenne straccia i precedenti record italiano ed europeo sulla breve distanza (1.600 metri) e quello mondiale assoluto sulla media distanza (2.100 metri). A sette anni, il Capitano è oramai una leggenda “senza prezzo”.

Le sue condizioni di forma sono strepitose ma i suoi proprietari cominciano a guardare oltre: il talento custodito nel suo Dna è un bene prezioso, praticamente irripetibile e inestimabile. Le richieste arrivano da ogni parte del mondo. Così, il 18 settembre del 2002, gli zoccoli di Varenne calcano per l’ultima volta la terra di un ippodromo italiano, quello di Agnano, per qualificarsi alla gara (Montreal, World Cup) che, dieci giorni più tardi, segnerà il suo addio alle competizioni ufficiali. Dopo 62 trionfi e più di sei milioni di euro vinti, la mitica coppia Minnucci-Varenne si congeda dal suo pubblico con una passerella trionfale.

Il trottatore trova una nuova casa a Vigone, nel torinese, presso l’allevamento “Il Grifone” dove, coccolato e venerato come una star, con guardie del corpo e un ufficio stampa personale, comincia la sua avventura di stallone (una monta vale decine di migliaia di euro).

Il 6 gennaio del 2004, nell’allevamento “Del Ronco” a Mariano Comense l’ippica italiana dà il benvenuto a Icaro del Ronco, il primo figlio di Varenne, che verrà battuto all’asta per la cifra record di 150mila euro. Venti giorni più tardi, nello stesso allevamento del papà, viene alla luce la prima puledrina, Iina Grif. Tutti e due hanno una splendida stella sulla fronte.

Ma il “dopo carriera” del Capitano è stato altrettanto prolifico come le sue vittorie in carriera. A continuare e perpetuare le sue gesta ci pensano oggi Lana del Rio, nata nell’aprile del 2005, che ha superato il milione di euro di premi vinti; Lisa America, che ha vinto il Gran Premio d’Europa a San Siro nel 2009 e Lord Capar, di proprietà svedese.

Varenne, da corridore o da fattore, sarà sempre una lunghezza oltre il vento…

 

 

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