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Roma di Laura Biagiotti

Roma di Laura Biagiotti

Se qualcuno vi dicesse che sono state vendute 80 milioni di confezioni di un profumo, chiedetegli subito di che profumo si tratta. Se si riferisce a Roma di Laura Biagiotti, sta dicendo la pura verità, anzi se c’è un errore è perché la cifra è approssimata per difetto.

Dal momento in cui è stato creato, il profumo diventato con il tempo il simbolo della maison Biagiotti, con la sua silhouette che ricorda le colonne romane e con la scritta Roma in grande evidenza, ha battuto ogni record di vendita, in ognuna delle sue versioni.

Laura Biagiotti ha creato Roma insieme a Peter Schmidt, nel 1988, un anno molto importante per la stilista, in quanto coincide anche con la sua prima sfilata di moda italiana in Cina. E’ un periodo che, per i profumi, rappresenta un’epoca ancora pionieristica; non a caso Laura Biagiotti è stata una delle prime griffe italiane a lanciare un profumo. E’ una vecchia passione, quella per i profumi a casa Biagiotti, che Laura ha trasmesso a sua figlia Lavinia, che ne è stata subito contagiata:

I profumi e la maglieria sono i due cavalli di battaglia di mia mamma. Lei ha un naso fantastico per le fragranze e le piace fare i profumi quanto i vestiti”.

E infatti per la signora del cashmere, come da sempre è soprannominata Laura, il profumo è una sorta di abito dell’anima, perché è vicino alla sfera emozionale; per lei, quando si indossa un profumo deve esserci un’alchimia, deve interagire con la tua energia. Per sua figlia, invece, i profumi hanno una funzione diversa: “se sono stanca, di sera uso i profumi da uomo, perché mi (ri)caricano. Il profumo maschile ha un ruolo simile alle spalline imbottite degli anni Ottanta. C’è una ragione sociologica, l’ho scoperto quando si facevano strada le prime donne manager e le spalle rinforzate si mettevano per dimostrare di essere brave come uomini. Io quando ho una prova impegnativa ho bisogno di un profumo maschile, che mi dà un’energia più forte”.

Ma anche per Lavinia, Roma è il profumo di sua madre, con la sua parte orientale, magica, che da sempre rappresenta la cultura e lo stile Biagiotti. Che non può però, naturalmente, prescindere dalla città da cui prende il nome, capace di incantarti con i suoi tramonti d’oro e con i suoi colori che hanno fatto la fortuna di molta industria cinematografica.

E infatti il fondo del profumo

“è il tramonto romano, è una colata d’oro, che ti lascia una sensazione inebriante del fondo rispetto all’apertura che è floreale, energizzante”.

Roma è un’icona anche grazie al flacone, e alla sua estrema riconoscibilità: una bottiglia per la quale ci sono volute due settimane, contro i due giorni che normalmente si impiegano: Laura Biagiotti e Peter Schmidt hanno disegnato e ridisegnato, cambiando continuamente e facendo numerose prove, alle quali ogni tanto partecipava anche la figlia Lavinia. Che ricorda con grande lucidità il momento in cui avvenne “l’illuminazione”. Fu quando sua mamma “si è affacciata dall’oblò del suo ufficio e ha visto nel cortile, una colonna un po’ “inclinata” dal tempo, con la parte superiore sezionata: è nato così tappo del flacone, guardando fuori dalla finestra. E una bottiglia così importante doveva contenere qualcosa che resta. E Roma è un profumo che resta. Da oltre 25 anni. Per noi è un vero motivo d’orgoglio, c’è quel qualcosa in più, la gente lo ama, è una fragranza che di dà sicurezza”.

Il racconto di Lavinia, la figlia di Laura destinata a guidare l’azienda di famiglia in un prossimo futuro, colpisce nel segno. Una ragazza ormai donna cresciuta in un mondo che ha adorato, a contatto con icone degli anni Novanta come Naomi Campbell e Claudia Schiffer a farle da baby sitter, circondata da tante persone che l’hanno arricchita. In questo circo, i profumi avevano un ruolo decisivo: la collezione di profumi Laura, con la quale Lavinia ogni tanto giocava, e che sono stati i suoi compagni d’infanzia.

D’altronde, il profumo ha un valore evocativo fortissimo, con una capacità di emozionare anche superiore a quello di un’immagine o di una fotografia.

Quante volte per strada capita di incontrare qualcuno e di farsi rapire da una sensazione, da un ricordo, generato proprio da una scia di profumo “indossato” da qualcuno/a che fa parte della nostra memoria poetica…

Anche Roma Uomo piace moltissimo, sia agli uomini che lo indossano che alle donne che lo “annusano”. Quando è stato lanciato nel 1992, Roma Uomo è stato subito accolto con successo, forse perché legato a un’immagine di uomo vincente, il simbolo dell’alloro, dello sportivo, ed è anche la proiezione dell’uomo di oggi. Al culmine della “trance agonistica”, a casa Biagiotti si lasciano scappare che “un uomo non è un uomo se non sa di Roma Uomo!”

Ormai il profumo Roma ha più di 25 anni

l’ultimo della serie ha una nuova fragranza, con un bouquet floreale fresco e fruttato, a base di bergamotto e gelsomino della Calabria, appunto, e poi rose, pesca e Patchouli per lei; pompelmo, limone, cuoio bianco, muschio e legni per lui; è stato realizzato pensando all’estate romana e a vacanze senza fine nella Città Eterna.

Con gli incassi realizzati dalla vendita dei profumi, la maison Biagiotti ha restaurato la Cordonata del Campidoglio nel 1998, ha donato un nuovo sipario al Teatro La Fenice di Venezia nel 2003, restaurato la Fontana di Piazza Farnese a Roma.

Con la speranza che anche i nuovi modelli e le nuove fragranze possano consentire di sponsorizzare altri restauri, naturalmente a Roma.

 

 

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