nutella-shutterstock

La Nutella

La Nutella

Quando si parla di Nutella, una delle prime cose che si evidenziano, per dare idea della sua rilevanza a livello produttivo e commerciale, è che se si mettessero in fila tutti i barattoli di Nutella venduti in un anno, si raggiungerebbe una lunghezza quasi pari al doppio della circonferenza della Terra.

Oggi, infatti, circa 110 milioni di famiglie nel mondo ne fanno uso ogni anno.

In Italia, l’83% delle famiglie ogni anno acquistano Nutella almeno una volta e la Campania è la regione italiana che ne consuma di più.

Consumata più in Germania e negli Stati Uniti che in Italia, quando si parla di Nutella a persone che hanno da un po’ superato la cinquantina, si apre il vaso di Pandora dei ricordi. Di quando, per pura golosità, si intingevano le dita nel vasetto a quando ci si svegliava in piena notte e partiva l’assalto alla cioccolata di nocciole più buona del mondo.

Sono 350 mila le tonnellate di Nutella che vengono prodotte ogni anno, secondo i dati di un recente rapporto Ocse, che ha definito il prodotto come primo esempio della catena del valore mondiale nel contesto agroalimentare, perché la sua filiera tocca proprio tutti i continenti.

Tutto parte dall’intuizione di Michele Ferrero di cambiare nome alla “Supercrema” prodotta nel dopoguerra da suo padre, che utilizzò le nocciole come alternativa alla carenza di cacao e di zucchero. Era il maggio del 1964 e Ferrero inventò La Nutella sfruttando le nocciole, di cui il Piemonte è ricco, migliorandone la formula, a tal punto da farla diventare la più famosa crema spalmabile alle nocciole e cacao venduta al mondo.

nocciolaLe nocciole sono quindi l’ingrediente principe della Nutella, al punto che l’azienda, con sede storica ad Alba è il maggior acquirente al mondo di nocciole, che compra soprattutto in Turchia, Paese in cui raccolgono il 70 per cento delle nocciole del mondo.

L’inconfondibile Nutella, che ha compiuto nel 2014 mezzo secolo di storia, varcando frontiera su frontiera, è diventata un’icona e un punto di riferimento, un brand del made in Italy che non smette di crescere, uno dei pochi prodotti al mondo che, dalla sua nascita, porta con sé il segreto della longevità, rimasta costante nel tempo.

50 anni di emozioni, ma anche di successi, di numeri straordinari, di ripetuti quanto falliti tentativi di imitazione.
Per l’occasione le Poste Italiane hanno emesso un francobollo da 70 centesimi, con la foto del barattolo e la scritta 1964-2014.

Una decisione dettata dal fatto che il marchio è considerato un’icona nazionale: se la Coca-Cola è l’America, La Nutella è l’Italia

A celebrare il cinquantenario una miriade di eventi in Italia e all’estero: a Dubai, Mosca, Parigi, New York, e anche ad Alba, per ricordare tutta la strada fatta da quando usciva il primo barattolo di quel prodotto che avrà uno straordinario e duraturo successo.

Ora la Ferrero è il terzo gruppo dolciario del mondo e il primo gruppo alimentare italiano a fatturare più di 10 miliardi di euro, con utili strepitosi e con margini di crescita costanti; La Nutella rappresenta il singolo prodotto leader del gruppo (come marchio invece dominano i Kinder) con un fatturato di circa 1,7 miliardi di euro.

Michele Ferrero è stato per lungo tempo, sino a quando è stato in vita, la persona più ricca d’Italia. Una vita di duro lavoro lontano dai riflettori.

Non si è mai preoccupato laurearsi, neanche “honoris causa” e non sono state poche le volte che gliene hanno offerte, di lauree “ad honorem”.

Gli bastava essere un ragioniere, ma soprattutto gli bastava il buon senso. Il suo patrimonio, ben oltre i 20 miliardi di euro, è passato ora alla moglie Maria Franca Fissolo, anche lei riservata e grande lavoratrice.

La storia della Nutella è l’emblema dell’imprenditoria italiana,
nella sua tipicità di azienda familiare: un successo globale, dietro il quale c’è una azienda familiare, orientata al lungo periodo e che non accetta compromessi con la qualità.

Un’azienda dove, grazie alla sintonia tra proprietà (rappresentata da Giovanni Ferrero, terza generazione della famiglia) e forza lavoro (oltre 6.500 i dipendenti nei quattro impianti in Italia, su più di 30mila nel mondo) non c’è mai stata un’ora di sciopero.

E dove valgono ancora le linee guida dettate dal padre Michele: priorità ai valori umani, sociali e all’ambiente; servizio alla comunità, ragion per cui, ancora adesso, i Ferrero e i lavoratori dell’azienda sono uniti come fossero una sola famiglia.

Il 5 novembre, per Ferrero e i suoi dipendenti è forse la giornata che meglio rappresenta il legame di questa azienda con il territorio.

Il 5 novembre di tanti anni fa, infatti, lo stabilimento di Alba fu sommerso dalla piena del torrente Taloria: un disastro proprio in prossimità delle festività natalizie, che avrebbe messo a rischio migliaia di posti di lavoro. Due settimane di duro lavoro degli stessi dipendenti e di buona parte della cittadinanza consentirono di far ripartire l’impianto e assicurare la produzione in tempo per il Natale.

nutellaIl modello imprenditoriale voluto da Michele Ferrero negli anni ’60, ha di fatto messo in pratica le idee di un altro imprenditore piemontese degli anni ’50/’60: Adriano Olivetti, il «papà» della responsabilità sociale, per il quale un’impresa doveva creare ricchezza, realizzare profitti, diffondere attorno a sé solidarietà sociale, cultura, bellezza e qualità della vita.

E se, da un lato, nonostante la congiuntura economica difficile, l’azienda ha fissato per i dipendenti una serie di bonus al raggiungimento degli obiettivi; dall’altra parte, la Fondazione Ferrero si occupa degli ex lavoratori, circa 3.300 «anziani», allo scopo di non far mancare loro, seppur in età avanzata, il senso di appartenenza all’azienda.

E’ il “modello Ferrero”, una multinazionale a misura di lavoratore, che guarda anche alla salute, allo svago, al sostegno alle famiglie e ai passatempo dei propri pensionati.

Oggi, la Ferrero è una multinazionale a tutti gli effetti, con un solo azionista familiare ma senza una sola patria, molto diversa dal gruppo che immaginava il fondatore.

Rispetto a dieci anni fa il gruppo di Alba ha raddoppiato i suoi ricavi, superando nel ranking internazionale della cioccolata la rivale Nestlé, ma non ha più in Italia il suo mercato di riferimento.

Ormai i marchi di punta come Nutella, Kinder e Ferrero Rocher si sono affermati in 160 Paesi come brand globali ed è grazie a questo che la Ferrero continuerà a crescere conquistando nuovi mercati.

 

 

Condividi con i tuoi amici su:

FacebookTwitterGoogleVkontakteTumblrStumbleUponLinkedInRedditPinterestPocketDiggDeliciousOdnoklassniki


Posted in Icone Made in Italy.