Negroni cocktail photographed  in San Francisco on Tuesday, April 7, 2009.  
 
 
 
 

Ran on: 04-16-2009

Ran on: 04-19-2009
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Ran on: 04-16-2009

Il Cocktail Negroni

Il Cocktail Negroni

Una leggenda italiana” è il sottotitolo di un volume scritto da Luca Picchi, capo barman del Caffè Rivoire di Firenze, dedicato al Negroni, uno tra i cocktail italiani più famosi al mondo, di sicuro il più aristocratico, visto che a crearlo fu il Conte Camillo Negroni in un giorno imprecisato intorno agli anni Venti al banco della drogheria Casoni di Firenze.

Come ogni leggenda che si rispetti, sono non pochi i punti rimasti avvolti nel mistero.

A partire dalla data in cui, quasi un secolo fa, questo cocktail nacque.

Bisogna tornare all’inizio degli anni Venti del secolo scorso in un bar di via Tornabuoni a Firenze, quando il Conte Camillo Negroni allungò il suo Americano con qualche goccia di gin. Siamo al Caffè Casoni, luogo storico di ritrovo dell’aristocrazia locale, anche se non proprio un caffè nel senso tradizionale, dato che si vendevano anche profumi e tabacchi (attualmente il caffè Giacosa); e il cocktail quotidiano, quello che il Conte sorseggiava ogni sera con gli amici, con questa piccola modifica, entrò nel mito.

A volte basta poco. Ma quel poco cambia talmente le cose che il risultato finale è molto diverso.

Nacque il Negroni, uno degli aperitivi più bevuti al mondo, con molti tentativi di imitazione e tantissime varianti.  

Ma il Conte Negroni non fu, per quanto importante, l’unico protagonista di quella “rivoluzione alcoolica”. Meritano citazione anche il “miscelatore” Fosco Scarselli, che modificò l’Americano con il gin.

Va detto che l’Americano era, a sua volta, il nome modificato del Milano-Torino, cocktail che prendeva il nome dalla fusione del milanese Campari, un bitter che veniva miscelato con un vermouth, un Carpano o un Cinzano, prodotto a Torino, con aggiunta di soda.

negroniokDiventa l’Americano in onore di un eroe dell’epoca fascista, il campione dei pesi Massimi, Primo Carnera, che si favoleggiava lo bevesse prima di ogni incontro. 

Il cocktail nato a Firenze è dedicato a un eclettico nobile toscano, dalla vita avventurosa, trascorsa tra i salotti e gli storici caffè della Firenze bene e la Golden Age of Cocktails negli Stati Uniti.

Il 25 maggio 1868 nasceva a Fiesole il Conte Camillo Negroni. Di famiglia nobile e benestante, divenne un vip della sua epoca: vivace, creativo, ribelle, gran schermidore, poliglotta, viaggiatore, era insomma un personaggio che si faceva notare”.

Così Luca Picchi, descrive il nobile italo-inglese ideatore del famoso aperitivo.

Una fotografia del 1915 che ritraeva il conte, scatena la curiosità dell’autore e lo spinge a far luce su un pezzo di storia fiorentina e non solo, consultando documenti d’epoca e raccogliendo preziose testimonianze. Una foto che lo ritrae da giovane, cilindro in testa, con tanto di firma in obliquo, sulla cui autenticità molti hanno dubitato.

Ma Luca Picchi, il barman fiorentino che ha dedicato anni di ricerche e studi alla vita del conte Negroni e del cocktail che oggi porta il suo nome, toglie ogni dubbio: “la foto è assolutamente del conte“.

Ma chi era davvero il conte Negroni? Essendo un viaggiatore, trascorse del tempo a Londra e anche negli Stati Uniti, Paesi in cui era già in voga la cultura del bere miscelato. Dal che si può intuire quanto fosse, non solo uomo di mondo, ma anche avvezzo a un certo modo di bere che ancora in Italia stentava a diffondersi o muoveva i primi passi. Con buona probabilità, il Conte dovette assaggiare più volte, durante uno dei suoi viaggi, un cocktail contenente gin, vermouth e amari vari.

Dall’incrocio tra un grande viveur, una città cosmopolita multietnica e crocevia di incontri come Firenze, e un barman che inizialmente era forse anche più che altro un garzone del caffè Casoni nacque, in un giorno imprecisato, una perfetta combinazione.

L’Americano, drink col quale il bel mondo dell’epoca e il conte Negroni, erano soliti iniziare le serate era un semplice cocktail composto in parti uguali di vermouth, e all’epoca si usava il Carpano o il Cinzano, poiché il Martini non era ancora il mito che è nei nostri giorni e di Bitter, inequivocabilmente il Campari

Ma, come ricorda Picchi, “per il conte Negroni, il Milano-Torino era una spuma alcolica, non lo convinceva. Così sotto suo suggerimento, Scarselli fece un’aggiunta di gin, a cui il conte fece apporre mezza fetta di arancia per distinguere il suo aperitivo da quello degli altri avventori del locale”.

negfestQuesto il primo Negroni realizzato1/3 di vermouth rosso1/3 di bitter Campari1/3 di Gordon’s gin (in onore dell’amico Gordon Cummings)uno spruzzo di sodamezza fetta di arancia e una scorza di limone.

Il Negroni è una specialità, una ricetta vincente: semplice da realizzare, è un classico. “Possiamo dare tutte le varianti di questo mondo, ma se è arrivato fino ai giorni nostri, penso che ciò sia dovuto al fatto che si tratti di una ricetta perfetta. Perfettamente bilanciata”.
La sua composizione tripartitica è una formula semplicemente perfetta: “il Negroni è nato così, ed è rimasto tale”.

Ci sono infine varianti più istituzionalizzate come il Cardinale (2/4gin, 1/4 vermouth dry, 1/4 bitter), il Negroni sbagliato (spumante brut al posto del gin, inventato a Milano al bar Basso), il Negroni Seal (con doppio Vermouth), il Negroski (vodka al posto del gin), il Redhuvber (una variante diffusa soprattutto nel torinese, servito con una spruzzata d’arancia) e altre di foggia tipicamente genovese: il Negroni del Babbo (gin, bitter Campari, vermouth Carpano, succo d’arancio e angostura) e il più morbido Negroni della mamma (senza angostura)

Con formule originali sparse per il mondo: dal Negroni “svegliato” di Salvatore Calabrese al Playboy Club di Londra al Negroni in falsa noce creato da Dario Comini del Nottingham Forest di Milano.

Più passa il tempo più questa storia sembra mostrare un fascino ineguagliabile. Proprio come la degustazione del cocktail che, dopo quasi cento anni, conserva tutto il suo fascino.

E’ il cocktail preferito da molta gente, per il suo carattere molto forte e deciso. Ma pur essendo il Negroni un classico aperitivo, per chi ama iniziare la serata con sapori decisamente forti, non è un cocktail per tutti, perché per chi non regge l’alcool è un macigno.

Chi lo sceglie, molto difficilmente si lascia tentare da altri cocktail.

 

 

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