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Fabio Novembre

Fabio Novembre (Lecce, 21 ottobre 1966)

Uno dei più innovativi e affermati Designer italiani

è nato a Lecce nel 1966, si è laureato a Milano in architettura e ha studiato cinema a New York. Quando nel 1994, a soli 28 anni, si aggiudica il suo primo lavoro importante sull’asse Londra-Hong Kong, decide che è anche arrivata l’ora di aprire un suo studio a Milano.

Come molti salentini, Fabio Novembre a Milano è non solo molto conosciuto ma anche perfettamente a suo agio e molto integrato, insieme ad altri conterranei eccellenti come Carlo Capasa, il proprietario di Costume National, griffe di moda molto innovativa, e Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro, band ormai stabilmente in testa alle classifiche di vendita di dischi e di gradimento giovanile. Ma le frequentazioni dicono che il suo legame con il territorio di origine è ancora molto forte e quando può torna nel Salento, insieme alla moglie Candela, una ex modella argentina, e passa le vacanze a Porto Cesareo con Giuliano e a Otranto con i fratelli Capasa.

Perché è a Lecce, meglio a Copertino, che comincia tutto. Precisamente da una manifattura tabacchi trasformata in distesa espositiva, abbattendo via tutto, tranne i muri portanti.

E l’ampiezza degli spazi, sia quelli architettonici sia quelli che si osservano dalle coste di cui il Salento è ricchissimo, ti restano nel cuore e nella mente. Ed è questo che, anche se vivi in una metropoli –Milano, Londra, Hong Kong non importa–, tendi a ricercare quando vai alla conquista del mondo.

Spazi e colori. Quel mare Azzurro con sfumature di verde, che fa parte della tua infanzia. E, forse, per questo chiami le tue figlie Verde e Celeste. Perché puoi anche disegnare cose fantastiche ma i colori della tua terra, quelli del mare alternati a quelli indefinibili della pietra leccese, hanno il sopravvento. Colori che a Milano devi “contaminare” con quelli della tua squadra del cuore, il Milan e le sue maglie a strisce rosso-nere.

casa milan fabio novembreIl Milan versione Barbara Berlusconi, con cui Novembre ha un ottimo rapporto e per la quale ha ristrutturato Casa Milan, la nuova (è stata inaugurata il 19 maggio 2014, il giorno dopo la fine di un pessimo campionato da parte dei rossoneri) sede del club, passato dopo 47 anni, gli stessi di Fabio, da via Turati a via Aldo Rossi. Ma per il Milan, secondo amore calcistico dopo il Lecce della gioventù, con preferenza per quello zemaniano, Fabio ha già curato la mostra sui rossoneri alla Triennale di Milano e la copertina di “Seconda pelle”, il volume sulle maglie indossate dai giocatori milanisti a partire dal 1899, anno di fondazione dei rossoneri. E per il quale disegnerà anche il nuovo logo. Che dovrà piacere prima di tutto a lui, altrimenti non se ne fa nulla. Come quando rinuncia a commesse milionarie, se non gli piacciono i committenti .

Ma i “no” pronunciati ai nuovi ricchi di ogni parte del mondo, non sono l’unica “stravaganza” di Fabio Novembre.

Che dire di uno che si sposa a Las Vegas e lo fa il 30.11.03, perché vuole farlo un giorno di novembre e perché vuole che sia una data palindroma e non ha voglia di aspettare altri sei anni (la successiva, sempre a novembre sarebbe stata lo 01.11.10)?

Non ci sono mezze misure per Fabio, che è uno abituato a dire quello che deve dire o a fare quello che in quel momento sente di dover fare. Come quella volta, nei primi anni Novanta, che passò la notte in Questura, per aver dipinto di notte la facciata del Politecnico di Milano, con un cuore rosso su sfondo rosa per ridare colore a una città che lo stava perdendo per sempre.

fabio-ebook-novembreEclettico e “curioso”, amante delle citazioni evangeliche (da bambino collezionava foto di santi invece delle più accattivanti Figurine Panini, con le immagini dei calciatori del campionato italiano), ha progettato una collezione di bicchieri insieme a Luca Gardini, uno dei migliori sommelier mondiali degli ultimi anni.

Tra le opere più riuscite di Fabio ci sono in realtà alcuni libri: il primo, “A sud di Memphis”, gratificato dell’introduzione del padre dei Designer odierni, Ettore Sottsass; il secondo, “Il fiore di Novembre”, gioca con il suo cognome; l’ultimo, “Il Design spiegato a mia madre”, è una sorta di suo manifesto, risultato di una conversazione con Francesca Alfano Miglietti.

Hanno detto di lui che, mentre gli altri disegnano oggetti, Novembre immagina mondi (il suo blog “ioNoi” è uno dei più eleganti dell’intero pianeta web).

E lui conferma, dicendo che gli interessano i rapporti profondi che si stabiliscono tra gli umani e le cose e che non abbiamo bisogno di protesi ma di compagni di viaggio.

Radici nel passato e sguardo nel futuro, verso il quale si va a larghe falcate, perché, per usare una sua espressione:

“le gambe ti si allungano se fai il passo più lungo”…

 

 

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